
Due uomini di 38 e 43 anni, entrambi di origini romene e residenti a Adria, nel Rodigino, sono stati denunciati dai carabinieri forestali per bracconaggio ittico nelle acque interne. I due, infatti, sono stati intercettati a bordo di un autocarro isotermico refrigerato. Dai controlli è emerso trasportavano una serie di attrezzature professionali non dichiarate che sarebbero riconducibili al bracconaggio ‘silenzioso’, come un gommone lungo circa 3 metri con un motore elettrico, una batteria di alimentazione e stivali da pesca. Gli uomini hanno poi esibito un Documento di Trasporto che attestava formalmente il carico di 700 chili di pesce siluro.
Dagli accertamenti eseguiti da un medico veterinario della Ulss 5 Polesana, è emerso il prelievo di specie protette o soggette a divieto biologico regionale, quali carpe tinche e lucci. Sotto il profilo igienico-sanitario sono poi state rilevate condizioni di stoccaggio inidonee. Il pescato infatti era ammassato in cassette di plastica immerse in un liquido insalubre, a diretto contatto con il gommone sporco e le attrezzature insalubri. In virtù di questo il carico è stato dichiarato inidoneo al consumo e in conformità con i regolamenti comunitari, per la merce è stata ordinata la distruzione immediata presso una ditta specializzata.
La successiva attività investigativa dell’Arma ha evidenziato una “sistematica falsificazione documentale finalizzata a occultare l’origine del pesce”, come si legge in una nota. Il documento di trasporto esibito indicava infatti, falsamente, il Lago di Garda come luogo di cattura del pescato, nel tentativo di regolarizzarlo. I carabinieri forestali hanno proceduto al sequestro preventivo del veicolo, poi convalidato dal gip di Rovigo.
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