
(dell’inviata Francesca Pierleoni) Un’Emanuela Fanelli ‘alternativa’ che da 63enne racconta nel 2049 la sua ascesa nel mondo dello spettacolo è la protagonista (e coautrice) in peccato di Valerio Vestoso, unica serie nel programma della 83/a Mostra del cinema Venezia e dal 2 ottobre su Hbo Max. Un racconto mockumentary comedy (al lido fuori concorso), in sei episodi, arricchito delle testimonianze ‘fintamente vere’ di molti protagonisti del cinema e dello spettacolo (molti dei quali invecchiati’ come Fanelli), fra attori, registi, autori, giornalisti, come Sabrina Ferilli, Ferzan Ozpetek, Paola Cortellesi (in una versione Presidente della Repubblica, ‘riuscirebbe anche in quello’ dice Fanelli con un sorriso), Alessandro Borghi, Malcolm Pagani, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto, Geppi Cucciari, Massimo De Lorenzo, Francesca Archibugi, Riccardo Milani, Paolo Virzì, Paolo Genovese, Antonio Ricci, Tullio Solenghi, Caterina Balivo, Anna Bonaiuto, Piera Detassis, Fabio Fazio, Giovanni Floris ,Paolo Genovese Valeria Golino, Gigi Marzullo, più qualche grande sorpresa.
L’idea per la serie – spiega al lido Fanelli, autrice della sceneggiatura con Giulio Somazzi, Valerio Vestoso – mi è venuta vedendo che si stavano facendo dei documentari su persone in vita, anche giovani, raccontate in modo celebrativo o usando il luogo comune,’ sono inciampato, ma è stato il modo per correre ancora più veloce’. Così ho pensato di mettermi in scena, per raccontare un fallimento puro, senza appelli. Volevo che attraverso la donna della storia, il pubblico si divertisse ma provasse anche tenerezza verso di lei”. Poi sicuramente “è stato anche un modo per mettere le mani avanti – aggiunge sorridendo -. Abbiamo raccontato come possa andare tutto male, in questo mondo, sia per esorcizzarlo, ma anche, nell’ipotesi capitasse pure a me, per fare pensare che l’avessi previsto” scherza.
Nella serie, prodotta da Water Film con la partecipazione di Hbo Max in collaborazione con Rai Cinema, seguiamo il giornalista Malcolm Pagani, nell’impresa riuscita di ritrovare in Val D’Aosta, per realizzare su di lei un documentario, Emanuela Fanelli, attrice di qualche successo, che ha abbandonato da anni le scene, dopo uno scandalo finanziario e un processo.
Un’assenza che in realtà in pochi hanno notato, colleghi inclusi… In un trascinante mix di presente e passato, seguiamo l’Emanuela del racconto, fra improvvisi exploit, deliri, errori, ingenuità, esperienze bizzarre, flop, incontri, polemiche, amori sbagliati. “La prima che viene presa in giro sempre sono io, ma eravamo tutti complici in questo scherzo – precisa l’attrice e autrice -. Forse in questa serie c’è anche un po’ la riabilitazione di quello che alcuni chiamano il circoletto’, pensando a questo come un ambiente in cui tutti si prendono molto sul serio e si sentono un po’ a volte degli eletti.
Invece qui si sono tutti presi in giro e hanno dato dei ritratti di loro stessi spesso surreali giocando sui cliché”. Fanelli (sbarcata al lido nei panni del suo alter ego 63enne, “l’ho fatto perché nella serie e lei la protagonista” spiega) è arrivata al successo dopo un lungo percorso iniziato a 16 anni, fra teatro, radio, cinema e tv, conquistando due David di Donatello di seguito, nel 2023 e 2024 come attrice non protagonista per Siccità e C’è ancora domani. Una traiettoria nella quale ha saputo mantenere i piedi per terra: “E’ stata una strada lunga ma quando è andata bene, è successo tutto molto velocemente. Ho subito sentito che c’era il rischio di farsi definire da questo mestiere e sono stata attenta per far sì che non accadesse. Vincere i David è stato un onore meraviglioso ma se fosse successo dieci anni prima gli avrei attribuito più importanza di quella che poi gli ho dato nella realtà. Questo è un mestiere che cambia molto velocemente e soprattutto ha tante variabili che non dipendono da me. Il rischio di sentirsi una persona fica perché ha dei riscontri come attrice non lo posso correre: se sono una persona con un valore, questo deve venire da luoghi lontani rispetto alla professione. Faccio un lavoro che amo tantissimo però quello che mi smuove i sentimenti più profondi nella vita sta da tutt’altra parte”.
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