E’ stato identificato il conducente della Bmw che a Verona, all’alba dello scorso 4 settembre, si era allontanato senza chiamare i soccorsi dopo aver verificato la presenza di un ciclista ferito dopo che aveva investito un cinghiale. L’uomo, un 55enne, era poi deceduto in ospedale una settimana dopo.
    L’automobilista si è presentato spontaneamente sabato scorso solo dopo che era stata divulgata la notizia, ed è stato sentito in una stazione dei Carabinieri in provincia. Le sue dichiarazioni saranno ora inviate all’autorità giudiziaria per le valutazioni rispetto al reato di omissione di soccorso, con un rapporto da parte della Polizia locale di Verona, unitamente a altre dichiarazioni di una persona residente poco distante dal luogo del sinistro, a cui il conducente dell’auto avrebbe delegato la chiamata al Suem 118.
    Il residente era già stato sentito per sommarie informazioni da parte degli ufficiali del Nucleo Infortunistica. Sono in corso ulteriori accertamenti, con la verifica della patente in possesso del conducente della Bmw. Il ciclista, Paolo Gandini, 55 anni, dopo una settimana in terapia intensiva al Polo Confortini, è morto per le gravi ferite riportate. Quando è stato travolto dal cinghiale si stava recando al lavoro.
    Residente a San Martino Buon Albergo (Verona), ha lasciato la moglie e due figli.
   

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