
L’approvazione della norma che consentirà all’Autorità per la laguna di acquisire Mose Engineering è attesa per domani, nell’ambito dell’approvazione del decreto Infrastrutture che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri. È quanto emerge dal tavolo tenutosi oggi nella sede di Veneto Lavoro a Mestre (Venezia) con, tra gli altri, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci e le parti sociali.
Mose Engineering è la società, di proprietà al 100% del Consorzio Venezia Nuova, che ha acquisito un ramo d’azienda di Thetis a cui sono legati 42 dipendenti: diventerà la società in house dell’Autorità per la laguna. Questo permetterà di salvaguardare oltre metà della ex forza lavoro di Thetis, che è in composizione negoziata della crisi, a cui vanno aggiunti i 14 dipendenti del ramo d’azienda aggiudicato a Btp. Restano scoperti altri 24 dipendenti di Thetis, di cui 17 certificati come esuberi nelle procedure di gara dell’azienda e altri sette che oggi lavorano al Provedditorato opere pubbliche e sono in attesa di un concorso.
L’obiettivo è portare questa quota di lavoratori, che può arrivare fino a 24 persone, nel Consorzio Venezia Nuova, per il quale Ance e Legacoop, sostenuti dalla Regione, hanno chiesto al ministero delle Infrastrutture di revocare il decreto di nomina del commissario liquidatore e di non disporre la liquidazione.
Su questo, a quanto trapela, dai ministeri interessati non sono emerse pregiudiziali negative, ma il confronto è ancora aperto.
Il piano industriale del consorzio non è ancora stato definito e la sua presentazione è stata rinviata al 24 novembre, quando sarà presentato anche quello di Btp.
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