
L’Amministrazione comunale di Verona ha chiuso in anticipo, per l’ingente numero di domande, il bando “Verona Abita Giovane”, riservato agli under 35, che hanno stipulato contratti di locazione a canone concordato nel 2026. Proprio a seguito dell’elevato numero di domande, il Comune scaligero ha stanziato ulteriori 50mila euro a copertura del bando, in aggiunta agli 80mila inizialmente previsti, per budget totale di 130mila euro. Il progetto pilota ha sperimentato per la prima volta a Verona una misura diretta di calmierazione del peso dei canoni di affitto sui redditi, rivolta ai soli giovani al di sotto dei 35 anni, includendo anche la cosiddetta “fascia grigia” di chi fa fatica a mantenere affitti sul libero mercato e non può accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp). La risposta massiccia è stata inaspettata rispetto ad esperienze in altre città, dove bandi analoghi hanno avuto un’eco molto più limitata, e ha consentito di aprire uno sguardo sul mercato privato delle locazioni a Verona e in particolare sulle locazioni a canone concordato. “L’elevato numero di richieste che abbiamo avuto ci rafforza ancora di più nella convinzione che la risposta al problema abitativo non può limitarsi alle risorse abitative pubbliche e del terzo settore, ma va allargata al funzionamento del mercato privato e degli attuali meccanismi di calmierazione” ha spiegato l’assessora alle Politiche Abitative, Luisa Ceni. Grazie alla neo-costituita Agenzia Sociale per l’Abitare sono state vagliate tutte le domande pervenute dall’estate, di cui ad oggi un quarto circa è risultato ammissibile per completezza di documentazione e altri criteri previsti dal bando: i beneficiari finali sono stati complessivamente 67, che riceveranno un contributo massimo mensile di 200 euro, variabile per scaglioni di Isee, per 12 mesi.
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