Riprende domani, l’appuntamento con “I Martedì al Cinema della Regione Veneto”: quattro serate, il 3, 10, 17 e 24 novembre, in cui il biglietto d’ingresso costa 4 euro in 33 sale delle sette le province.”Ci sono film che meriterebbero molto più pubblico di quello che trovano e i ‘Martedì al Cinema” nascono anche per questo: perché le sale restino aperte, e perché quei film abbiano il tempo di essere scoperti, raccontati, consigliati a un amico” rileva Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura.
    Il progetto pluriennale è promosso dalla Regione del Veneto e realizzato con la Federazione Italiana Cinema d’Essai delle Tre Venezie e l’Unione Interregionale Triveneta AGIS. Accanto al prezzo, l’iniziativa cura l’esperienza in sala: in molte proiezioni sono previste brevi introduzioni, guide alla visione o dialoghi con ospiti, costruiti con le realtà culturali e i professionisti attivi sul territorio.
    Le sale aderenti vanno dal Cinema Italia di Belluno al Cinema Duomo di Rovigo, dal Multisala Edera di Treviso al Multisala Rivoli di Verona, dal Cinema Odeon di Vicenza ai multisala di Mestre e del Lido a Venezia, fino ai cinema di Padova e dei centri della provincia, da Due Carrare a Castelfranco Veneto, da Bassano del Grappa a Legnago. Tra i titoli in programma: Odissea di Christopher Nolan, il lungo ritorno di Ulisse a Itaca, con Matt Damon e Anne Hathaway; Nessun dolore di Gianni Amelio, la storia di un libraio romano e di un bambino arrivato dal Nordafrica, con Alessandro Borghi e Valeria Golino; Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, documentario d’inchiesta su Gaza presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia; Ragione e sentimento di Georgia Oakley, nuovo adattamento del romanzo di Jane Austen; Fatherland di Pawel Pawlikowski, il viaggio di Thomas Mann e della figlia Erika nella Germania del 1949.
    “Ringrazio FICE e AGIS delle Tre Venezie e i gestori delle trentatré sale che ogni volta ci permettono di rifare questo percorso” conclude Mantovan.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

L’articolo originale lo trovi cliccando qui