Una dottoressa, dirigente medica dell’Azienda ospedaliero universitaria integrata di Verona, è stata sospesa dall’esercizio della professione per nove mesi. La misura, eseguita dai carabinieri, è stata emessa dalla Procura.
    La professionista è accusata dei reati di truffa e falsità ideologica.
    Secondo le indagini dell’Arma in più occasioni la dottoressa, tra giugno e luglio del 2025, pur essendo autorizzata e retribuita per l’esercizio della libera professione intramoenia, ha effettuato accertamenti clinici ricevendo dai pazienti il relativo compenso in contanti e in nero, provvedendo poi a registrare queste visite come prestazioni erogate tramite il Servizio sanitario nazionale.
    Inoltre, avrebbe falsificato la documentazione sanitaria attestante la natura e la tipologia dell’attività medica svolta, percependo indebitamente dall’Azienda ospedaliera l’indennità lorda annua pari a 17.599 euro relativa allo svolgimento dell’attività libero-professionale, oltre alla somma incassata direttamente a danno di quattro pazienti.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

L’articolo originale lo trovi cliccando qui