Dopo il termine delle finali di curling, nello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo inizierà una corsa contro il tempo per allestire, in 24 ore, la cerimonia di chiusura che scatterà domani alle 20:30 e durerà poco meno di due ore. Protagonisti, spiega la direttrice delle cerimonie olimpiche e paralimpiche invernali Maria Laura Iascone, saranno gli atleti: “Renderemo loro tributo, i medagliati diventeranno protagonisti. Regaleremo loro una grande memoria grazie ai successi che hanno portato a casa”.
    Prima, però, ci sarà da correre. “Sarà una sfida dal punto di vista organizzativo”, conferma Iascone, per portare l’ultimo atto dei Giochi di Milano Cortina in una delle venue più apprezzate di tutto il programma a cinque cerchi.
    Se le Olimpiadi si aprirono il 6 febbraio a Milano a San Siro, che poco dopo aver festeggiato i 100 anni si prepara alla demolizione, le Paralimpiadi si chiudono in uno stadio che settant’anni fa ospitò i Giochi di Cortina e che con questa manifestazione ha visto un rilancio: “È una venue iconica, rappresenta un simbolo e consente di raccontare i 70 anni dalle Olimpiadi del 1956”, assicura Iascone. Prima ci sarà da ricoprire il ghiaccio e montare il palco, poi le prove generali.
    Poca scenografia, si lavorerà molto sulle coreografie anche con proiezioni di impatto. Il tutto in un palazzetto da 3.700 posti ma capace di scaldarsi in fretta, come sa chi ha assistito alle partite di curling.
    “Il concept sarà ‘Italian souvenir’ – spiega la direttrice delle cerimonie – vogliamo lasciare un ricordo a tutto il mondo di cosa sono state le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Sarà una grande festa, che si concluderà col concerto dei Planet Funk”.
    In scaletta è prevista anche Arisa.
   

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