
Il dramma della guerra, di tutte le guerre, raccontato in tv in prima serata. Senza sconti, senza redenzione tranne forse la possibilità di “usare la propria voce” come monito, consapevoli che forse sarà “un grido nel deserto”.
Il filosofo Massimo Cacciari racconterà sabato 13 giugno sul Nove e in streaming su Nove.tv e Discovery+ “Gli ultimi giorni dell’umanità”, il capolavoro del 1922 di Karl Kraus, fra i più importanti intellettuali mitteleuropei a cavallo fra XIX e XX secolo. Oggi pomeriggio la presentazione della lectio magistralis, con l’anteprima di alcuni spezzoni, presso la biblioteca della Biennale di Venezia. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha introdotto la conversazione.
Il monumentale testo (oltre 800 pagine) sulla Prima guerra mondiale del celebre giornalista e autore satirico austriaco viene riproposto da Cacciari, tracciando incredibili analogie con il tempo presente. “Per Kraus la Prima guerra mondiale è un evento del tutto nuovo, che non ha eguali nella storia dei precedenti conflitti – ha detto l’ex sindaco di Venezia -. Il carattere apocalittico del dramma sta nell’aver rivelato la fine dell’Europa come grande potenza politica e culturale, la fine di quell’ethos che tanti intellettuali avevano raccontato”.
La tragedia in cinque atti – come la definì l’autore – ha visto anche il tramonto dello Jus Publicum Europaem, quel sistema di relazioni internazionali e di diritto pubblico che vedeva sì scoppiare guerre sanguinose (“la guerra in funzione della pace”) ma che vedeva poi la risoluzione, la mediazione, il ristabilirsi di nuovi equilibri. Dal Primo conflitto mondiale in avanti, denuncia invece Cacciari, “il nemico è un criminale e come tale va eliminato, riprendendo Kant e il suo bellum internecinum”.
“Viviamo in un momento di crisi – ha concluso Cacciari – e c’è solo un modo: viverli con spirito critico, affrontare questi tempi come se fosse il Giorno del giudizio». Ma Kraus, al termine del suo dramma, non fa sconti. Citando Dostoevskij: ha vinto l’Anticristo.
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