
I bambini nati molto pretermine e seguiti dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso crescono con una salute fisica del tutto sovrapponibile a quella dei coetanei, ma il loro benessere psicologico tende a ridursi progressivamente nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. È il risultato principale di uno studio osservazionale del servizio di follow-up neonatale della terapia intensiva neonatale dell’Ulss 2, secondo cui la prematurità non si esaurisce con le dimissioni dall’ospedale e richiede un sostegno medico e psicologico prolungato nel tempo.
La ricerca ha analizzato 301 giovani nati tra il 2003 e il 2010 e assistiti fin dalla nascita a Treviso, con un’età gestazionale media di 29 settimane e un peso medio alla nascita di 1.131 grammi. Attraverso questionari validati a livello internazionale, i medici hanno rilevato una percezione della salute fisica in linea con la popolazione generale, ma valori di benessere mentale inferiori alla media, con un calo significativo proprio nella transizione verso l’età adulta. La vulnerabilità psicologica è risultata correlata a fattori come il carico scolastico percepito, gli episodi di bullismo subiti e il ricorso a psicofarmaci.
Oggi, spiega la responsabile del servizio di follow-up neonatale Nadia Battajon, l’obiettivo non è soltanto far crescere questi bambini ma capire come vivono e come stanno da adolescenti e adulti: “Questo studio ci dice che la salute mentale merita la stessa attenzione che abbiamo sempre dedicato alla salute fisica”.
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