(ANSA) – VENEZIA, 14 SET – S’ intitola The right way ed è testimonianza del teatro esperienziale la performance, nell’ambito della Biennale Teatro di Venezia, di Daniele Bartolini, artista toscano trapiantato da un decennio a Toronto (Canada). Lo spettacolo, che affronta temi di scottante attualità attraverso la partecipazione attiva del pubblico, ha inizio il 15 settembre nella Sala delle Colonne della Biennale e va avanti ogni giorno fino al 21 settembre dalle 10.00 alle 20.00, scandendo una performance ogni mezz’ora. Un teatro modellato sullo spettatore e dallo spettatore, una partitura che muta a seconda dell’interprete-pubblico. Così, The right way è parte di una serie intitolata A Spectators’ Odyssey e si focalizza sui contro-effetti del politically correct, ovvero “come auto-censurarsi senza quasi accorgersene”.
    Fatto accomodare in un letto e dotato di cuffie VR, “lo spettatore verrà invitato ad addormentarsi con quelli che spesso sono i pensieri, le visioni, le paure e le incertezze che mi appartengono – dichiara Bartolini -. Questo stato di pre-sonno ha un ruolo chiave: questo è l’universo di cui lo spettatore fa esperienza, il momento nel quale si sta per addormentarsi e si pianifica la giornata successiva, il momento nel quale da artista si riesaminano le idee in quella fase semi-cosciente in cui i pensieri si fanno frammentati, dove le associazioni di pensiero si fanno fitte e veloci. Un coach metterà fine al riposo del protagonista/spettatore, lo riporterà alle sue responsabilità lavorative. C’è da lavorare adesso, da agire, da filmare… da battere il primo ciak”. Coadiuvano in scena Daniele Bartolini i performer Maddalena Vallecchi Williams, Michele Smith e Dean Gilmour. (ANSA).
   

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