(ANSA) – VENEZIA, 07 AGO – “E’ chiaro che il virus entra da fuori o qualcuno ce lo porta dentro in Veneto”. Lo dice il presidente della Regione Luca Zaia commentando l’aumento dei casi nella regione e la crescita dell’indice Rt.
    La situazione si è acuita, per i casi più recenti, con le decine di positivi nel Centro della Cri di Jesolo, di altri 137 nel centro per migranti (su poco più di 300 presenti) nell’ex caserma Serena di Dosson di Casier (Treviso) e di altri veneti rientrati dopo vacanze in Croazia, Malta, Perù, Messico , Corfù.
    “Le vacanze sono un elemento a rischio” precisa Zaia spiegando che la sua non è “una campagna contro i competitors. Ognuno va in vacanza dove vuole , ma è fuor di dubbio che gli ultimi pazienti si sono infettati quando erano in ferie”. “Se non ci fossero stati questi casi – aggiunge – non avremo quel numero di positivi”. Specie per gli ospiti della ‘Serena’ che “da lì – ribadisce Zaia – non devono uscire”. Obbligatoria, quindi, la quarantena, anche se questa disposizione ha creato, nelle scorse settimane, malumori tra i migranti (qualcuno è andato in escandescenza ed è stato arrestato dopo aver sfasciato l’infermeria). I tamponi verranno pertanto ripetuti ciclicamente: il prossimo test è fissato per il 12 agosto.
    (ANSA).
   

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