
Imputazione coatta per Augusto Ceradini, gestore della malga e comproprietario dell’area nella quale i piccoli Michele e Tommaso, entrambi di 7 anni, morirono il 3 luglio 2021 a causa del crollo del tetto di una ghiacciaia sulla quale stavano giocando. Come riporta il quotidiano L’Arena, lo ha deciso la gip di Verona Livia Magri ed entro dieci giorni la Procura dovrà formulare l’imputazione per omicidio colposo, crollo di edificio e lesioni colpose per gli altri due bimbi che rimasero feriti. L’incidente avvenne in Lessinia a Sant’Anna d’Alfaedo, nel Veronese.
Sono state archiviate, invece, le posizioni degli altri sette comproprietari che, per il pm, non sarebbero mai “entrati in contatto” con la ghiacciaia. A quanto osserva la giudice, Ceradini, al contrario, avrebbe omesso qualsiasi intervento di manutenzione e consolidamento della struttura. Della documentazione fornita dai legali dei familiari e dai risultati della consulenza, è emerso l'”ammaloramento di una delle travi di sostegno della copertura che, logora e mangiata dai tarli, ha ceduto”. La circostanza che i bimbi per qualche secondo possano aver saltellato può ritenersi una concausa, ma non esclude la responsabilità colposa del proprietario.
Per Ceradini, inizialmente unico indagato, era già stata chiesta l’archiviazione nel 2023, ma le famiglie dei bambini si erano opposte con i loro legali. Il giudice aveva quindi disposto ulteriori indagini ed erano comparsi i nomi degli altri sette indagati e comproprietari dell’area. Lo scorso dicembre, la seconda richiesta di archiviazione.
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