Ghiaccio bollente. Le medaglie dei pattini formato short si alternano alle polemiche, non una novità, quasi una specialità della casa guardando al passato. Ma a Olimpiadi in corso va messo un punto. Arianna Fontana, portabandiera di Milano Cortina, dopo un oro e un argento si è imposta ‘la regola delle 24 ore’, dopo ogni gara si concede un tuffo nelle emozioni ma poi fa un ‘reset completo’ per ripartire da zero con l’obiettivo successivo nel mirino, ora per lei i 1000 metri in programma domani. “Per me parlano i risultati” dice però secca ai malumori palesati da Pietro Sighel, compagno di nazionale e con lei oro in staffetta mista. Arianna preferisce assecondare la ‘visione a tunnel’, come la chiamano gli psicologi dello sport che in questo caso serve a tagliare fuori tutto quello che distrae, anche i pettegolezzi e i compagni di squadra. Capitolo chiuso anche per lo stesso Sighel, impulsivo allo start e pure nelle interviste, che cerca di ammorbidire la posizione: “Quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte. Chi mi conosce sa che in pista do tutto per la squadra. Domani torno a fare quello che so fare meglio: gareggiare” nei 1.500 metri”.
La donna dei record intanto a Casa Italia per festeggiare la medaglia olimpica n.13 della sua magnifica carriera aveva ribadito su Sighel: “Parlano i risultati, ho letto (l’intervista in cui il compagno di squadra dice che lei non fa squadra, ndr) e sinceramente non meritano assolutamente la mia attenzione” ha aggiunto mentre si gode le ultime ore di libertà, in visita alla Triennale e a pranzo con la famiglia americana dei Lobello. “Se non avessi voluto far parte della squadra non mi sarebbe interessato rimanere a Bormio e allenarmi con loro in vista delle staffette, me ne sarei stata all’estero” ha aggiunto la pattinatrice azzurra che non ha partecipato ai sette raduni di preparazione estiva organizzati a Bormio tra aprile e settembre, dall’High Performance Director azzurro Kenan Gouadec e dai coach Mengyao Qi, Derrick Campbell e Nicola Rodigari. In estate l’azzurra era ad allenarsi con la nazionale canadese. “Le ha fatto bene – scherza la rivale canadese Courtney Sarault, battuta in staffetta mista ai Giochi in casa – mi dispiace per noi, è bello vedere che il nostro allenamento ha funzionato anche per lei”. E Sighel per riportare armonia precisa ancora: “Quando ho detto che il gruppo è cresciuto ‘senza Arianna’, mi riferivo al fatto che per anni si è allenata all’estero e che il tempo trascorso con la squadra è stato limitato. Non intendevo sminuire nessuno e neppure si è trattato di un attacco personale – sottolinea ancora il pattinatore -. È una campionessa e ha fatto la storia dello short track. L’ha dimostrato ancora con la 13a medaglia olimpica. Quando uno raggiunge questi traguardi, si applaude. Non ho mai voluto mancare di rispetto sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario”.
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